Più Libri Più Liberi: lezioni di giornalismo

La fiera del libro di Roma edizione 2023 si apre all’insegna del giornalismo e dell’educazione. “Lezioni di giornalismo, dal podcast ad Instagram” è il primo evento tenutosi nella mattina del 6 dicembre presso l’Arena Repubblica-Robinson, presentato da Angelo Melone e Federico Pace in collaborazione con OnePodcast e l’iniziativa per i giovani “Repubblica@Scuola”.

Un incontro rivolto innanzitutto ai ragazzi delle scuole, ma aperto a tutti in un’ottica di educazione consapevole all’informazione e al giornalismo. Un panel ricco di spunti, ma anche confronti e opportunità per gli studenti (e per tutti i componenti del pubblico) di intervenire con domande, riflessioni ed osservazioni.

In apertura Angelo Melone, con un approfondimento dedicato alla stampa cartacea, “la cattedrale di carta”. Una rassegna delle prime pagine odierne di tutte le principali testate italiane permette di mettere a confronto i vari stili e i diversi approcci ai temi principali della giornata. In risalto naturalmente la cronaca con il caso di Giulia Cecchettin, la politica interna con i principali dibattiti tra governo e opposizione, la politica esterna in un’Europa frammentata dalla guerra, ma anche lo sport e l’economia. Il focus dell’analisi verte sulla rilevanza data ai temi, sulla scelta di apporre un titolo più o meno politico, più o meno personale, sul rapporto spazio-testo-immagini, in altre parole sui vari modi di fare giornalismo, ognuno dei quali viene descritto ed analizzato nella propria specificità.

Ed è qui che si entra dal vivo, e la “lezione” diventa condivisione, attraverso una domanda: “Cosa significa essere giornalista?” Uno spunto interessante per chi sceglie di fare questo mestiere o semplicemente per coloro che intendono condividere un messaggio e con esso raggiungere un pubblico di lettoriLa risposta a questo interrogativo la offre Melone stesso: “Il lavoro dei giornalisti non è soltanto scrivere, è scegliere di cosa scrivere”. È scegliere il messaggio. “Cosa verrà pubblicato sul giornale di domani non si sa in anticipo”: la giornata è un susseguirsi di riunioni, discussioni, informazioni. Si inizia a scrivere la sera, ma nel resto della giornata si osserva, si presta attenzione alle notizie salienti, si verifica l’accuratezza e la completezza di una notizia. Tutto sta nel capire “tra le centomila notizie del giorno, le cento da pubblicare sul giornale”.

Federico Pace ci conduce verso la seconda parte dell’evento, dedicata al mondo del giornalismo sui social, con un focus sul ruolo delle immagini, dalle prime pagine ad Instagram. Tanti sono gli aspetti affrontati in questo frangente. Il giornale cartaceo e i social media vengono presentati come due mondi apparentemente in contraddizione ma uniti da un forte elemento: la fotografia. L’immagine come magnete che cattura l’attenzione, gioco di colori che trasmette un’emozione, veicolo d’informazione ancor prima delle parole. La fotografia come strumento d’azione e come testimonianza di eventi, attraverso quegli scatti che hanno fatto la storia. 

La tematica della scelta che ritorna ancora una volta in primo piano, il non lasciar niente al caso, tanto più quando si ha a che fare con un mondo così ampio e dinamico come quello virtuale, in grado di raggiungere ogni angolo del globo e dove, per stessa ammissione dei presentatori “è più facile sbagliare”. 

Dopo la scelta, viene infatti il fare. È Pace ad evidenziare come quello del giornalista sia un mestiere in continua evoluzione, seppur da sempre combattuto tra due forze opposte: la rapidità, la necessità di un’informazione veloce ed immediata, e l’esattezza, la verifica che richiede tempo ed attenzione. Questa dinamica da sempre esistente si è accentuata nell’era moderna, ed è qui che sta l’evoluzione del giornalista: nel suo doversi destreggiare in maniera sempre più ardua tra queste due dimensioni. La realtà dei social consente un feedback sui contenuti pubblicati inimmaginabile fino a pochi decenni fa. Mentre rimane difficilmente stimabile il numero di persone che hanno letto un determinato articolo su un quotidiano, è facilmente ricavabile il numero esatto di utenti che hanno visualizzato ed interagito con uno specifico contenuto pubblicato tramite i canali social. Ciò rappresenta una gran risorsa ma anche un potenziale pericolo.

Dunque consapevolezza. È questa la parola chiave che riassume i minuti conclusivi dell’evento. Infatti, dopo aver parlato di come si fa giornalismo, spiega Melone, è importante soffermarsi su come rapportarsi con l’informazione che si riceve, come difendersi dalla falsa informazione e come avere consapevolezza di ciò che si legge. Nel giornalismo cartaceo, ma ancor più in quello sui social, occorre prestare attenzione alla fonte di un’informazione e ai rischi dei contenuti in entrata. 

A contraddistinguere il giornalismo moderno è una maggiore responsabilizzazione del lettore che entra a far parte del circuito di produzione e diffusione delle notizie. Chi fa informazione non è più solo chi ha generato quella notizia, ma anche il lettore, che reposta e condivide. Si amplifica la notizia e si fa informazione, nel bene e nel male. Oggi si parla di comunità dell’informazione, a sottolineare come non vi sia soltanto una linearità tra chi origina e chi la riceve, ma una circolarità di persone che tengono viva la notizia e contribuiscono all’informazione in maniera attiva.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here