Un uomo che cerca di godersi la vita, una società ossessionata dal successo e una commedia che nasconde una riflessione sulla fragilità umana. È il mondo di Falstaff, l’ultima opera di Giuseppe Verdi, che debutta domenica 11 ottobre al Teatro Costanzi di Roma in una nuova produzione con la regia di Tatjana Gürbaca e la direzione musicale di Michele Mariotti, fino al 1° novembre.
Per la regista tedesca, al suo debutto in Italia, il protagonista non è soltanto un vecchio cavaliere alle prese con le proprie disavventure, ma un personaggio capace di mettere in discussione le convenzioni sociali e il modo in cui ciascuno affronta la propria esistenza.
«Falstaff è un personaggio profondamente filosofico, che racchiude una grande saggezza su cosa sia la vita» osserva Gürbaca. La sua ricerca del piacere può essere letta anche come una risposta alla consapevolezza della brevità della vita e alla durezza della realtà. Ed è proprio questa libertà, nella lettura della regista, a metterlo in contrasto con una società in cui il valore delle persone sembra dipendere dalla ricchezza, dalla reputazione e dal successo.
«Penso che “tutto il mondo è burla” sia una frase che può davvero interpretare due modi: nella vita ci può essere molta gioia, così come momenti di amarezza. Ho voluto mantenere l’ambiguità di questa frase, anche sul palcoscenico» aggiunge.
La nuova produzione ambienta l’azione in una versione immaginaria del Grand Hotel et de Milan, l’albergo dove Verdi soggiornò negli ultimi anni della sua vita e dove nacque la sua ultima opera. Nella visione di Gürbaca, l’hotel diventa uno spazio sospeso tra passato e futuro, in parte abbandonato e riconquistato dalla natura.
«Con Falstaff si entra in un laboratorio teatrale perfetto – aggiunge Michele Mariotti – È una commedia nella quale non si ride mai davvero, ma si sorride con il disincanto tipico di Verdi. Per l’orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: la scrittura è virtuosistica, ricca di interventi solistici, e richiede brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Ma sono proprio la libertà strutturale e l’unicità del coinvolgimento tra buca e palcoscenico a rendere quest’opera il primo grande capolavoro che guarda al Novecento».
A interpretare il protagonista sarà il baritono Luca Salsi, affiancato da Maria Agresta nel ruolo di Alice, George Petean in quello di Ford e Violeta Urmana come Quickly. Completano il cast Marina Monzò (Nannetta), Dave Monaco e Pietro Adaini, che si alternano nel ruolo di Fenton, Carmen Artaza (Meg), Carlo Bosi (Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola). Il coro è istruito da Ciro Visco; scene, costumi e luci sono rispettivamente firmati da Henrik Ahr, Silke Willrett e Stefan Bolliger.
Dopo l’anteprima giovani del 9 ottobre, lo spettacolo debutta domenica 11 ottobre e torna in scena il 13, 15, 18 e 20 ottobre, con l’ultima replica domenica 1° novembre. La prima rappresentazione sarà trasmessa in diretta su Rai Radio 3, mentre la recita del 1° novembre andrà in onda in prima serata su Rai 3 nell’ambito della collaborazione tra il Teatro dell’Opera di Roma e Rai Cultura.







