E.T. l’extraterrestre, un classico senza tempo

E.T.  l’extraterrestre è un film di fantascienza, uscito a livello mondiale nel 1982. Diretto da Steven Spielberg, il film è entrato nell’immaginario collettivo come pochi altri hanno saputo fare ed è ancora oggi, a distanza di quarant’anni, una delle pellicole più amate dai ragazzi e dagli adulti di tutto il mondo. Racconta la storia di Elliott, un ragazzo di soli dieci anni che fa amicizia con una creatura extraterrestre, che soprannomina E.T., lasciata sulla Terra dai suoi simili. Insieme ai suoi amici e alla sua famiglia, Elliott deve trovare un modo per aiutare E.T. a tornare a casa evitando l’intromissione del governo, anche se ciò significherà per Elliott perdere un caro amico. 

I riconoscimenti e l’influenza culturale

Dopo poco tempo dalla sua uscita, è diventato il film con il maggiore incasso di sempre, fino a undici anni dopo quando è uscito Jurassic Park, diretto sempre da Spielberg. E.T. è considerato uno dei più grandi film di tutti i tempi ed ha ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti. Dall’Oscar per i miglior effetti speciali e colonna sonora, a due Golden Globe come miglior film drammatico, cinque Saturn Awards, un BAFTA – sempre per la colonna sonora –tre Grammy Awards e il David Di Donatello a Spielberg per la regia. Inoltre, è stato riprodotto nel 1985 e di nuovo nel 2002, per celebrare il suo 20º anniversario con diverse inquadrature, nuovi effetti visivi e scene aggiuntive. Nel corso degli anni, E.T. ha avuto una grande influenza a livello culturale. Non solo è stato citato e parodiato in moltissimi film e serie televisive ma è stato anche protagonista di videogiochi e fumetti. È stato scritto anche un libro che fa da sequel da William Kotzwinkle, intitolato E.T.: The Book of the Green Planet. Il romanzo, pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer come E.T. Il libro del pianeta verde, narra il ritorno dell’extraterrestre sul suo pianeta e la conseguente scoperta della distruzione della sua casa, fatto che lo spingerà a riprendere il suo viaggio per tornare sulla Terra. Il film è costato molto lavoro, soprattutto per la creazione dell’alieno protagonista. Come ha dichiarato il regista, infatti: Fu difficile trovare la giusta rappresentazione di E.T., perché volevo qualcosa di speciale. Non volevo che sembrasse un alieno qualsiasi. Doveva essere qualcosa di anatomicamente diverso, in modo che il pubblico non pensasse che quello fosse un nano in una tuta.”

I motivi del successo

Il concetto su cui è stato fondato E.T. prende a piene mani dall’infanzia del regista, dal divorzio dei suoi genitori e, in particolare, dal suo amico immaginario. Il regista ha messo insieme la solitudine e l’agonia dettata dalla situazione familiare che lui stesso è stato costretto a vivere. Un bambino di soli quattordici anni che va a cercare un posto dove rifugiarsi o un amico, reale o immaginario, con cui trascorrere momenti felici. È una situazione usuale, comune, in cui molti ci si ritrovano. Come disse Roger Ebert, uno dei grandi critici cinematografici della storia: “Questo non è semplicemente un buon film. È uno di quei film che spazzano via i nostri timori e conquistano il nostro cuore”, parole che ci aiutano a capire come mai, ancora oggi, il film ha tutto questo successo.

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