Identità femminile, memoria civile e benessere culturale: l’editoria civile nel programma di Liberi sulla Carta 2026

A Liberi sulla Carta la voce delle donne diventa spazio di verità, complessità e memoria, in un percorso che attraversa diversi modi di raccontare l’identità femminile. Un viaggio che inizia da lontano, da Un martirio di Regina Di Luanto, romanzo dell’Ottocento riscoperto da Controversi Edizioni, che verrà presentato da Ilaria Gaspari. Regina di Luanto e la sua protagonista, Laura, sono lo specchio l’una dell’altra: due donne che trovano nella scrittura l’unico spazio possibile di libertà. Laura affida al diario i pensieri che non può pronunciare, interrogando l’amore coniugale, il ruolo imposto alle donne, il suo desiderio di riconoscimento, la sua solitudine. Regina di Luanto fa della letteratura lo strumento per denunciare la violenza invisibile delle convenzioni sociali. In queste due donne, la parola diventa uno strumento di ribellione. 

Da una rivoluzione intima, un primo passo verso l’emancipazione, a una conquista di autorevolezza culturale: Romanzo Privato di Stefano Petrocchi racconta la figura di Maria Bellonci, ideatrice del Premio Strega e cardine della letteratura italiana. È la celebrazione di una voce femminile che costruisce cultura attraverso il suo lavoro di ricerca e la sua ricchezza di interessi che confluiscono in capolavori di scrittura come Rinascimento privato. La biografia di Petrocchi ne esplora la complessità personale e intellettuale, evidenziandone lo sguardo sul mondo letterario.

Donnaregina di Teresa Ciabatti, finalista al premio strega, porta questo percorso oltre la dimensione pubblica, ritornando per certi versi al territorio più fragile e quotidiano delle relazioni. Muovendosi agilmente tra cronaca nera e storia personale trasforma un’indagine sul mondo criminale in una riflessione intima e familiare. Attraverso la storia del boss Giuseppe Misso, Ciabatti esplora il grande tema della genitorialità e dell’incomunicabilità tra padri, madri e figli. È un ritorno all’intimità, non più come ribellione silenziosa, ma come interrogazione profonda di ciò che ci lega gli uni agli altri. 

L’impronta autoriale femminile non è né uno slogan né una semplice rivendicazione di genere. È un mosaico vivo di esperienze, di sguardi di donne che utilizzano la scrittura per dare forma alla propria identità: per salvarsi, per costruire cultura e attraversare la complessità delle relazioni umane. Ricerca dell’identità e cura dei legami umani sono del resto i cardini di un’edizione che ha come centro una dimensione più ampia e condivisa del benessere culturale. 

Se il programma preserale indaga la voce delle donne come spazio di verità ed emancipazione, gli eventi del serale portano queste esigenze di ascolto nel territorio della memoria collettiva. Nella prima serata, Syria rende omaggio a Gabriella Ferri, riportando alla luce una memoria popolare condivisa: il ricordo di un’artista poliedrica e irripetibile che è entrata nel cuore della tradizione romana. Nella seconda serata Massimiliano Bruno celebra Mattia Torre con un reading tratto da A questo poi ci pensiamo, raccolta postuma pubblicata da Mondadori, in cui si racconta l’Italia contemporanea con sensibilità e ironia. Infine, nella terza serata, Ascanio Celestini torna a Liberi sulla Carta quattordici anni dopo la sua prima partecipazione e riporta il pubblico alle radici della memoria civile con Radio Clandestina, indagando il valore del passato e il suo impatto sul presente. 

Liberi sulla Carta è al Borghetto San Carlo (la Giustiniana) dall’11 al 13 settembre. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale: https://www.liberisullacarta.com/scarica-il-programma/.

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