Si è conclusa la serata inaugurale del Festival di Sanremo 2026, che ha visto tutti i cantanti in gara esibirsi sul palco del Teatro Ariston. Di seguito le nostre pagelle!
Ditonellapiaga – Che fastidio! – 6,5
Apre con personalità e controllo. Buona presenza scenica, interpretazione consapevole e testo ironico ben mirato. La melodia resta però lineare e non esplode mai davvero. Vocalmente precisa ma senza slanci particolari. Una buona apertura, non un colpo di scena.
Michele Bravi – Prima o poi – 7,5
Interpretazione misurata e tecnicamente molto pulita. Ottimo controllo delle dinamiche e della respirazione. Il brano cresce senza forzature, sostenuto da una linea melodica elegante. Una delle prove più solide della serata.
Sayf – Tu mi piaci tanto – 5,5
Brano leggero e radiofonico, ma strutturalmente fragile. La linea melodica è semplice e poco evolutiva. Vocalmente corretto, ma senza particolare incisività. In gara appare sottopeso rispetto al contesto.
Mara Sattei – Le cose che non sai di me – 6,5
Pop emotivo ben costruito. Il ritornello funziona e la gestione del fiato è buona. Non è innovativa nella scrittura, ma l’esecuzione è ordinata e coerente, forse troppo vecchia per lei. Prova convincente senza picchi memorabili.
Dargen D’Amico – Ai ai – 6
Performance giocata su ritmo e parola più che sulla linea melodica. Il testo è contemporaneo e ironico, ma musicalmente il brano resta piuttosto piatto. Buona dizione, ma manca un vero climax.
Arisa – Magica favola – 8
Controllo tecnico superiore alla media. Fraseggio curato, centro voce pieno e acuti gestiti con sicurezza. Il brano non è rivoluzionario (improvvisamente un lungometraggio Disney), ma l’interpretazione lo valorizza completamente. Una delle esibizioni più solide dal punto di vista vocale.
Luchè – Labirinto – 6
Atmosfera interessante ma resa scenica un po’ chiusa. Il brano non trova una vera crescita dinamica. Buona presenza, ma la canzone?
Tommaso Paradiso – I romantici – 6,5
Scrittura riconoscibile e ritornello efficace. Vocalmente limitato ma coerente con il proprio stile da ultimo romantico e senza dubbio espressivo. L’esecuzione è pulita e consapevole, senza particolari rischi.
Elettra Lamborghini – Voilà – 5
Presenza scenica evidente, ma tecnicamente fragile per non dire inesistente. L’intonazione non sempre stabile e la struttura musicale è debole. Il ritornello è orecchiabile, ma in gara questo non basta.
Patty Pravo – Opera – 6,5
Presenza magnetica e timbro iconico seppur con qualche inciampo vocale. Il brano regge bene, anche se non sorprende. Prova solida e controllata, sostenuta dall’esperienza e dall’eleganza delle movenze.
Samurai Jay – Ossessione – 6
Buona gestione ritmica ma struttura poco evolutiva. Il brano resta su un’unica intensità. Corretta esecuzione, senza particolari guizzi.
Raf – Ora e per sempre – 6
Lineare e professionale. Il brano è ben eseguito ma poco incisivo. Nessuna sbavatura tecnica, ma nemmeno un momento realmente memorabile.
J-Ax – Italia starter pack – 6,5
Performance ritmica, pseudo country, ben gestita, buona dizione e senso del tempo. Il testo è satirico ma non particolarmente profondo. Funziona meglio nel parlato che nel canto.
Fulminacci – Stupida sfortuna – 7,5
Ottimo equilibrio tra ironia e musicalità. La linea melodica è semplice ma efficace, il testo è ben scritto e ritmicamente preciso. Vocalmente centrato e coerente. Prova intelligente.
Levante – Sei tu – 8
Intensità calibrata e fraseggio consapevole. Buona gestione delle dinamiche e identità timbrica chiara. Una delle esibizioni più complete della serata.
Fedez & Masini – Male necessario – 6,5
Equilibrio interessante tra parlato e canto pieno. Masini offre solidità vocale, Fedez intensità narrativa. Struttura ben costruita, anche se non sempre fluida nei passaggi. Puzza di furbata?
Ermal Meta – Stella stellina – 7
Arrangiamento elegante e costruzione armonica curata. Crescendo ben calibrato e interpretazione convincente. Prova di qualità senza eccessi in un terreno scivoloso. Raccontare Gaza attraverso una bambina palestinese morta, viva il coraggio.
Serena Brancale – Qui con me – 7,5
Grande controllo vocale e buona gestione delle dinamiche. Presenza scenica sicura e tecnica sopra la media. Performance completa, voce potentissima… emozionante.
Nayt – Prima che – 7
Buona scrittura e tenuta ritmica. Vocalmente corretto e credibile, anche se l’arrangiamento resta prudente.
Malika Ayane – Animali notturni – 7,5
Precisione tecnica notevole. Timbro vellutato, legato impeccabile e controllo del vibrato. Brano raffinato e ben scritto. Classe evidente.
Eddie Brock – Avvoltoi – 5,5
Atmosfera coerente ma poco varia. Il brano mantiene una tensione costante senza evolversi, pathos a chili, decisamente eccessivo. Timbro interessante ma poco dinamico.
Sal Da Vinci – Per sempre sì – 6,5
Melodia tradizionale ben sostenuta ma a tratti enfatica. Interpretazione intensa, talvolta sopra le righe. Tecnica sufficiente.
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare – 7
Cantautorato classico ben eseguito. Testo sincero e ricercato sostenuto da una linea melodica coerente. Voce calda e controllata. Buona prova.
Tredici Pietro – Uomo che cade – 6,5
Scrittura interessante e personale. Interpretazione ancora in evoluzione, ma convincente. Buona presenza, non ancora definitiva.
Bambole di Pezza – Resta con me – 6,5
Energia scenica forte ma dinamica poco variata. Il brano funziona nel ritornello, meno nelle strofe. Alla fine della fiera molto scolastica.
Chiello – Ti penso sempre – 7
Interpretazione emotiva e identitaria. Timbro graffiato interessante, anche se a tratti fragile nell’intonazione. Coerente artisticamente.
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta – 7
Delicata e coerente. Buon incastro vocale e armonizzazioni curate. Non travolge, ma mantiene qualità costante.
Leo Gassmann – Naturale – 6
Elegante e composto. Buon controllo vocale con qualche scivolone, ma il brano manca di un vero momento memorabile. Prova pulita.
Francesco Renga – Il meglio di me – 6
Professionale ma prevedibile. Schema melodico già sentito e qualche acuto spinto oltre misura.
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine – 6
Pop pulito e ben intonato, ma privo di guizzi. Struttura standard e poco rischio artistico. Sufficiente tecnico, ma resta una cartolina di Napoli più che un vero e proprio racconto urbano.






