Var: la tecnologia del cambiamento anche nel Tennis e nella Pallavolo

La Var, definita come la video assistenza arbitrale, rappresenta la tecnologia che permette all’arbitro di rivedere un episodio in particolare; fenomeno oramai molto popolare in diversi sport. I precursori di questa tecnologia furono i grandi del football americano, che iniziarono a sperimentare il primo caso di moviola nel lontano 1986.

COSA ACCADE NEL TENNIS

Il Var, anche chiamata la Gol Line Technology, diventa un fenomeno in voga anche nel mondo del tennis. A partire dal 2005 è stato adottato il cosiddetto Hawk-Eye (l’occhio di falco) come nuovo arbitro “invisibile” nei principali tornei del Master 1000 e nei quattro Slam. I giocatori hanno l’opportunità di contestare una chiamata sospetta e di verificare se la pallina sia rimbalzata o meno oltre la linea del campo di gioco. Ogni atleta può usufruire dell’occhio di falco per tre volte in un set. Quando il giudice di linea commette un errore e il giocatore ha ragione nel contestare la chiamata, quest’ultimo non perde una delle tre possibilità. Dall’inizio del funzionamento della tecnologia nel mondo del tennis, il giudice virtuale ha corretto quello umano nel 30% delle chiamate.

A difesa dei nostri poveri arbitri va riconosciuto che valutare il lancio di una pallina scagliata a oltre 150 km/h non è mai una passeggiata, anzi ogni pallina è un’avventura.

Un caso particolare da ricordare quello del 2007 a Wimbledon. Durante la finale tra Federer e Rafael Nadal è stato richiesto l’Hawk-Eye dal tennista spagnolo su una palla chiamata fuori. Il risultato mostrato sullo schermo è stato sorprendente: una palla dentro di pochissimi millimetri; il tennista svizzero non contento, a seguito di alcuni challenge in favore dell’avversario, ha richiesto inutilmente di spegnere l’Hawk-Eye.

VIDEO CHECK –PALLAVOLO

Il concetto di Video Check nella pallavolo è molto simile a quello dell’occhio di falco nel tennis. Adoperato dal 2012, il replay può essere chiamato da uno dei due capitani in campo, entro sette secondi dal termine dell’azione. Ciascuna squadra può chiederlo massimo due volte per ogni set (come nel tennis, non si perde un bonus se si ha ragione) e può farlo in caso di palla dentro o fuori, invasione, tocco a muro o pestata della seconda linea o della linea di battuta. A richiesta avvenuta, il Secondo Arbitro analizzerà il video replay sullo schermo del Video Check e in seguito informerà il Primo Arbitro. Le immagini vengono trasmesse in contemporanea su un eventuale schermo ulteriore presente all’interno del palazzetto, aumentando notevolmente l’effetto scenico in campo, poiché i tifosi e i giocatori conoscono il verdetto nello stesso momento.

Insomma la VAR , una tecnologia hi-tech che funge da lente di ingrandimento sui segreti dello sport, continuerà a stupirci con l’avanzare dell’innovazione.

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