Colleferro: donne, sicurezza e rispetto. Il diritto di vivere una città

Ci sono riflessioni che nascono dalla quotidianità, dal percorrere le strade della propria città e dall’accorgersi che alcune situazioni, inizialmente percepite come occasionali, rischiano con il tempo di diventare abituali.

Da avvocato conosco bene la distanza che esiste tra la percezione di insicurezza e l’accertamento di un reato. Da donna, però, conosco altrettanto bene quella sensazione che porta ad accelerare il passo, a guardarsi intorno o a scegliere un percorso diverso quando si è sole.

Penso, ad esempio, a Via Giuseppe Di Vittorio. In questa zona vengono segnalate situazioni di disordine e degrado: sporcizia, bottiglie abbandonate e rifiuti non rappresentano soltanto una questione di decoro, ma incidono sulla vivibilità del quartiere e sulla tranquillità di chi lo attraversa o vi abita.

In questo contesto, anche la presenza di minimarket aperti nelle ore notturne pone una questione sulla quale ritengo opportuno interrogarsi. Se la vendita di alcolici durante la notte contribuisce alla permanenza e all’aggregazione di persone in strada fino a tarda ora, si potrebbe valutare, nel rispetto della normativa vigente e delle competenze comunali, l’introduzione di limitazioni alla vendita notturna di bevande alcoliche.

Non come soluzione a ogni problema, ma come possibile strumento di prevenzione e di tutela della quiete e della vivibilità della zona.

Perché il tema della sicurezza non può essere separato da quello della qualità degli spazi comuni.

Lo stesso vale per Piazza Gobetti e la Galleria Salvo D’Acquisto, luoghi centrali nei quali vengono segnalati, soprattutto nelle ore serali e notturne, bivacchi e abbandono di bottiglie, vetri e rifiuti. Situazioni le cui conseguenze ricadono sui residenti, sui commercianti e, più in generale, su chi quotidianamente vive quegli spazi.

Il decoro non è soltanto una questione estetica. Uno spazio pulito, curato, illuminato e controllato contribuisce alla qualità della vita e può incidere positivamente anche sulla percezione di sicurezza. Ma la qualità di uno spazio pubblico dipende anche dal modo in cui viene vissuto e dal rispetto delle esigenze di chi abita nelle immediate vicinanze. È quanto emerge anche in Piazza Caduti di Nassiriya e nelle zone circostanti, dove i residenti hanno segnalato schiamazzi, urla, musica ad alto volume e partite a pallone a ridosso delle abitazioni fino a tarda notte, oltre a corse e accelerazioni di auto e motocicli.

I ragazzi hanno diritto a incontrarsi, divertirsi e vivere gli spazi pubblici. Ma anche chi, alle due di notte di un giorno feriale, vorrebbe legittimamente riposare, magari dovendo riprendere l’attività lavorativa poche ore dopo, ha un diritto altrettanto meritevole di tutela.

Non sono esigenze incompatibili. Socialità e riposo possono convivere. Ciò che permette loro di farlo è il rispetto.

Ed è proprio il rispetto il filo che unisce situazioni apparentemente diverse: il modo in cui scegliamo di vivere insieme e di condividere gli spazi della nostra città.

Da avvocato sono convinta che sicurezza non significhi repressione indiscriminata, ma prevenzione, presenza sul territorio, controlli e regole uguali per tutti. Da donna vorrei poter camminare serenamente per ogni strada della mia città.

Servono attenzione sul territorio, controlli nelle ore maggiormente problematiche, una videosorveglianza efficace e una cura costante degli spazi pubblici. Ma nessuna telecamera, pattuglia o ordinanza potrà sostituire completamente il senso di responsabilità individuale.

Colleferro è la casa di tutti: di chi ci è nato e di chi ha scelto di viverci, dei giovani e degli anziani, delle famiglie, dei lavoratori e dei commercianti.

Chiedere sicurezza non significa discriminare. Chiedere decoro non significa essere intolleranti. Chiedere silenzio alle due di notte non significa essere contro i giovani.

Significa ricordare che vivere in una comunità comporta diritti, ma anche doveri.

E forse è proprio da qui che dovremmo ripartire: dal rispetto degli altri e, attraverso di esso, dal rispetto per Colleferro.

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