Il mare come luogo di incontro, lo sport come strumento di partecipazione e la vela come metafora di una società nella quale ciascuno possa trovare il proprio spazio. È questo il messaggio che ha accompagnato la Regata Solidale, svoltasi il 12 settembre presso il Circolo Caposele di Formia, in una giornata dedicata allo sport e all’inclusione.
L’iniziativa ha coinvolto persone con disabilità, velisti, armatori, associazioni e realtà del territorio, creando un’esperienza nella quale la partecipazione non è rimasta soltanto un principio, ma si è tradotta in una concreta presenza a bordo delle imbarcazioni.
La vela, con la sua particolare dimensione di squadra, si è rivelata uno strumento capace di mettere in relazione persone con esperienze e capacità differenti. A bordo, infatti, ogni componente dell’equipaggio svolge un ruolo e contribuisce, secondo le proprie possibilità, alla navigazione e al raggiungimento dell’obiettivo comune.
È proprio questa la filosofia alla base della Regata Solidale: superare una visione della disabilità concentrata esclusivamente sulle difficoltà e spostare l’attenzione sulle capacità, sui talenti e sulle possibilità di ciascuna persona.
La giornata ha visto il coinvolgimento di LiberAutismo APS, Cooperativa Nuovo Orizzonte e AIPD, realtà impegnate quotidianamente nel sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie. A rendere possibile l’iniziativa è stato anche il contributo del Main Sponsor Guglietta Global S.p.A., attraverso il messaggio “A Mission That Makes A Difference”, a sostegno di una giornata nella quale sport e inclusione hanno trovato un punto di incontro concreto.

Ruben Guglietta durante la conferenza, ha dichiarato:” Siamo qui per una regata, e il mare può insegnarci molto sull’inclusione. In mare non possiamo scegliere il vento, ma possiamo scegliere come orientare le vele e forse anche nel lavoro dovremmo partire da questo principio. Quando parliamo di disabilità, troppo spesso vediamo prima il limite e poi la persona. Dovremmo invece chiederci: Qual è il suo talento? Come possiamo metterla nelle condizioni di esprimerlo? L’inclusione non è fare un favore: è dare a ciascuno la possibilità di contribuire, competere e dimostrare il proprio valore. Come in una regata, non tutti abbiamo lo stesso ruolo, ma ogni membro dell’equipaggio è importante per arrivare alla meta. Non possiamo scegliere il vento, ma possiamo fare in modo che nessuno venga lasciato a terra.”
Alla fine, il vero traguardo di questa giornata non è stato quello segnato dalla classifica, ma quello raggiunto insieme, a bordo delle imbarcazioni e fuori dall’acqua.
Perché l’inclusione non si misura dalle parole che pronunciamo, ma dalle opportunità che siamo capaci di creare. Significa aprire spazi, riconoscere talenti, affidare responsabilità e permettere a ogni persona di dimostrare ciò che può dare.
Il mare, ancora una volta, ha offerto una lezione semplice e profonda: nessun equipaggio arriva lontano se decide di lasciare qualcuno a terra. E forse è proprio questa la rotta che dovremmo imparare a seguire anche nella vita e nel lavoro: non cercare di rendere tutti uguali, ma creare le condizioni perché ognuno possa portare il proprio talento, il proprio valore e la propria forza.
Il vento continuerà a cambiare. Le condizioni non saranno sempre favorevoli. Ma una cosa dipende da noi: scegliere come orientare le vele. E soprattutto, scegliere di navigare insieme.



