Al via la 41° edizione del Romaeuropa Festival, un passo nel mondo tra danza, teatro e musica

Un doppio appuntamento ha inaugurato la quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival, che fino al 15 novembre porta a Roma spettacoli, concerti e performance con artisti provenienti dall’Italia, dall’Europa e dal resto del mondo.

Ad aprire il programma sono state, l’8 settembre all’Auditorium Conciliazione, Chora – Il vuoto all’origine (in prima nazionale) e DODI, due creazioni della coreografa Sofia Nappi, direttrice artistica di KOMOCO. Il 9 settembre, sempre all’Auditorium Conciliazione, il festival ha lasciato spazio alla musica con Caterina Barbieri, l’ONCEIM – Orchestra di Nuova Creazione, Sperimentazione e Improvvisazione Musicale e Christian Marclay.

La settimana inaugurale prosegue il 10 e 11 settembre al Teatro India con L’Echo di Nacera Belaza e Valérie Dréville, presentato in collaborazione con Short Theatre. Il 14 settembre, all’Auditorium Conciliazione, sarà invece la volta di Benjamin Millepied con Summerland, nuova creazione per i danzatori di Paris Dance nata dall’incontro con la cantautrice francese November Ultra, in occasione delle celebrazioni per i settant’anni del gemellaggio esclusivo Roma-Parigi.

Dal 15 al 17 settembre il festival si sposta all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, grazie alla collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Tre serate che attraversano generi e linguaggi diversi: il 15 settembre Fatoumata Diawara presenta dal vivo Massa, il suo ultimo album; il 16 la musica di Philip Glass incontra il cinema con Powaqqatsi di Godfrey Reggio, eseguito dal vivo dalla Philip Glass Ensemble in sincrono con le immagini; il 17 settembre Jeff Mills e Kety Fusco firmano con The Trip To Vega un viaggio audiovisivo tra elettronica, arpa, immagini e fantascienza.

Il programma prosegue quindi con alcuni dei protagonisti più attesi della scena internazionale. L’11 ottobre, al Teatro Argentina, il coreografo fiammingo Michiel Vandevelde e l’ensemble BRYGGEN – Bruges Strings presentano the four seasons changed, concerto scenico che traduce nello spazio la rilettura delle Quattro stagioni di Vivaldi realizzata da Max Richter. Sempre al Teatro Argentina, il 6 ottobre, torna invece una delle figure che hanno segnato la storia del Festival: Sasha Waltz porta in scena Bach Cello Dance Suites, confrontandosi con le Suites per violoncello di Johann Sebastian Bach eseguite dalla violoncellista Anastasia Kobekina.

Tra gli appuntamenti dedicati alla grande danza internazionale c’è anche il ritorno di (LA)HORDE, alla guida del Ballet national de Marseille, con la prima nazionale di Après moi, le déluge, dall’1 al 4 ottobre al Teatro Argentina. Dal 10 all’11 novembre il Romaeuropa torna invece al Teatro Costanzi con Opera Ballet Vlaanderen, in corealizzazione con il Teatro dell’Opera di Roma: il programma riunisce lavori di Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos, tre autori accomunati da un rapporto strutturale con la musica. Papadopoulos sarà inoltre protagonista di Landless, al Teatro Vascello dal 18 al 20 settembre.

Uno dei momenti più attesi della sezione teatrale sarà il ritorno di Romeo Castellucci, in corealizzazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale. Dal 15 al 18 ottobre, al Teatro Argentina, il regista e artista presenta in prima nazionale Faust. Fatto, non detto, una nuova creazione che indaga la figura dell’artista, sospesa tra condanna e redenzione, realtà e visione.

E proprio il rapporto con i luoghi della cultura della città trova un momento simbolico nella riapertura del Teatro Valle. Dal 10 al 12 novembre Romaeuropa Festival, insieme a Teatro di Roma, accoglierà Memoria di ragazza di Silvia Costa, tratto dall’omonimo libro di Annie Ernaux e interpretato da Federica Fracassi, Francesca Mazza ed Emanuela Villagrossi. 

La musica torna protagonista con una serie di appuntamenti che attraversano repertorio, sperimentazione, elettronica e contaminazioni. Il 3 e 4 ottobre, al Teatro Olimpico, arriva per la prima volta al Festival Vinicio Capossela, insieme a Pierpaolo Capovilla, con E morte non avrà dominio, ballad opera liberamente ispirata alla vita di Renato Striglia e all’opera di Dylan Thomas, incontro tra teatro, cantautorato e letteratura.

Il 4 ottobre, al Mattatoio, Omaggio a Steve Reich celebra invece i novant’anni del compositore con Blow Up Percussion, attraverso l’esecuzione di alcune delle sue opere più significative. Il 2 novembre, all’Auditorium Parco della Musica, Maki Namekawa e Thomas Enhco si confrontano con The Köln Concert di Keith Jarrett, in una doppia interpretazione che unisce rigore e libertà improvvisativa. Il 4 novembre, ancora all’Auditorium, Voices celebra il centenario della nascita di Hans Werner Henze: il New European Ensemble, diretto da Carlo Boccadoro, propone un progetto realizzato in corealizzazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

L’8 novembre sarà invece la volta di Blade Runner – Cine-concert: al Parco della Musica il The Avex Ensemble omaggia l’iconica colonna sonora composta da Vangelis, riportando in scena la musica del film in dialogo con le immagini.

A chiudere la quarantunesima edizione, il 15 novembre, sarà infine una lunga giornata dedicata alla musica. Una vera e propria maratona che attraverserà la Sala Santa Cecilia e gli altri spazi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dalle 100 Cellos con Giovanni Sollima alla sera con l’Orchestra Notturna Clandestina e il Classical Rave Party di Enrico Melozzi. Nel pomeriggio, spazio anche alle celebrazioni per il novantesimo anniversario di Philip Glass, in programma nel gennaio 2027, con l’esecuzione integrale degli Études affidata a Vanessa Wagner e con Águas da Amazônia interpretata da Third Coast Percussion.

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